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Catalogo, Narrativa

Bar Sport Democratico

Posted: 27 Ottobre 2014 @ 4:52   /   by   /   comments (0)




  • formato 13 x 20
  • pagine 150
  • Brossura filo refe
  • ISBN 978-88-95226-27-9
  • Anno 2013
  • Euro 12,00
  • Sito web: www.bardemocratico.com

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Il libro è composto come un mosaico. Ogni tessera è un quadro a sé, ma è anche elemento indispensabile per la costruzione di una figura più complessa. Si usa l’ironia, la satira, il parossismo per descrivere tic, modi di essere, di fare e di vivere dentro la comunità politica del Partito Democratico e, a volerla vedere in modo più complessivo, all’interno dei gruppi politici e sociali organizzati.

La prefazione, manierata e modulata secondo il parlato, è affidata a un redivivo Massimo D’Alema che sferza l’autore con gelido sarcasmo sulla sostanziale inutilità della denuncia, della satira e finanche del trivio.
Poi è un susseguirsi di scene e di personaggi: in
Fenomenologia democratica” si incontrano, all’interno di una sede, i personaggi che popolano la variegata zoologia democratica. Si conoscono così l’uomo col cappello” e l’uomo col cappotto”, il giovanevecchio” e io in quanto donna”, l’uomo col maglione rosso” e il segretario di sezione.
Al Bar Sport oltre a
Vincenzo coi suoi baffoni a manubrio alla Vercingetorige incontriamo l’uomo chiamato Cavallo che nitrisce a comando, zia Furicca che va a prendere il nipote che perde tempo dietro la politica, il Sergente Hartman Migliacagna, Nico Strampo e Vanio Balzio, il Ragionier Pandulfo, Amintore e Palmiro i due bimbiminkia democratici mentre alla radio fiammeggia l’orchestra di Raul Casadei.
Ad ogni personaggio sarà dedicato un ritratto che, come detto, andrà a comporre la complessità del mosaico. Poi avremo a che fare con strani androidi che popolano la galassia democratica, come l’
androide democristiano orfano del “Governo Tambroni” o l’altero socialista orfano dello Statista di Sigonella. E poi il proto-comunista reduce da una gita in Polonia nel 1972 e che confonde “l’organizzazione con la setta, l’unanimità con l’unanimismo, il Partito con l’accolita”. E della organizzazione fanno sicuramente parte i “Proni Viri”, il Tesoriere Gianni Budget-Rozzo e gli “Incappucciati della Fondazione”. Ma in ogni organizzazione c’è bisogno di una mente e di idee delegate al Filosofo del Pd o al Celenterato sfuggente giovine che riesce a mimetizzarsi nelle secche dell’organizzazione.
Il libro finisce con una rivisitazione della celebre “Ho visto le menti migliori della mia generazione” di Allen Ginsberg che diventa “Ho visto le menti migliori della de- generazione democratiche”. Lì si incontrano
Hipster Testadangelo Bersani e Rosee Mani di fata Bindi, il partigiano George e Jasper Cipster Renzi che si purgatoriavano il torace in attesa delle prossime primarie.